Undici anni a fianco di Bill Evans e designato da Charles Mingus per il suo ultimo disco “Me, Myself and Eye”: basterebbe questo come biglietto da visita per il contrabbassista oriundo portoricano Eddie Gomez. Eminenti le sue collaborazioni, da Miles Davis ai batteristi susseguitisi nel trio di Evans dal ’66 al ’77 – Philly Joe Jones, Marty Morell, Jack DeJohnette (con quest’ultimo pure in formazione fissa per “New Directions”) – da Lee Konitz e McCoy Tyner ad Adam Nussbaum e Chick Corea, passando per Steps Ahead (’79-’84), fino alla più recente sintonia con Steve Kuhn.
Scortato dal compagno di quattro avventure discografiche e svariati concerti, il pianista svedese Stefan Karlsson (con Rufus Reid, Marc Johnson, Marvin “Smitty” Smith, Chris Potter, Dick Oatts, Tim Hagan, Bobby Shew, Red Mitchell, Richard Perry, Eliot Zigmund, Steve Houghton, sette album a suo nome e circa quaranta da sideman) e dall’incredibile forza propulsiva di Nasheet Waits alla batteria (figlio d’arte di Fred Waits e pupillo di Max Roach, già nel Fred Hersch trio, nella Bandwagon di Jason Moran, nonché a fianco di Sam Rivers, Geri Allen, Ron Carter, Greg Osby, Steve Coleman, Orrin Evans, Stefon Harris, Andrew Hill, Jackie McLean, Joshua Redman, Jacky Terrasson, Antoine e Wallace Roney), per la Jazz Eyes Gomez propone una chicca di quattro standards e quattro brani originali – due a firma propria e due del pianista – racchiusi in un cd dal particolare titolo, Palermo, voluto proprio dal contrabbassista.